• La parola chiave di questa lettera è discernimento, cioè la capacità di rileggere la storia con un discernimento che viene dalla Parola di Dio e che consente di comprendere le scelte che siamo chiamati a fare. Per questo siamo invitati a trovare nella scrittura le parole giuste e in particolare in quel libro che la tradizione biblica ci consegna che è il libro della ‘Siracide’. “Gesù Ben Sira si presenta in modo più modesto di Salomone, il sapiente per eccellenza nella storia di Israele. Il Siracide è uno scriba appassionato e diligente, che lascia in eredita frutti della sua ricerca … Il percorso che si propone risulta controcorrente rispetto ad un esercizio dell’intelligenza che si è concentrato sull’accumulo delle informazioni, la tensione inarrestabile nell’inseguire l’esito ultimo dello sviluppo tecnologico, il calcolo utilitaristico e la competenza nell’’utilizzo della strumentazione disponibile. … si deve riconoscere che hanno escluso le domande del senso, l’interpretazione della dimensione affettiva delle persone, l’elaborazione di stili promettenti del vivere insieme”. Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore, recita il salmo e deve diventare la nostra preoccupazione.
  • Per quale finalità? Siamo esposti a due estremi: da una parte il catastrofismo, dall’altra un po’ di ingenuità, una sorta di utopia che si anestetizza nei confronti di quello che, ora, forse cominciamo a vedere alle nostre spalle. Il suggerimento è a cercare il bene possibile in un contesto solcato da profonde ferite e anche da tragedie, senza l’illusione di poterci dotare di un “prontuario” precostituito. La sapienza è piuttosto il nome di un’arte, di uno stile di vita, che comincia dal lasciarsi ammaestrare dalla situazione. Questo vuol dire, anzitutto, cogliere le domande radicali che la realtà che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo porta con sé. La ricerca della sapienza è come il dotarsi di una bussola, che non esime dalla fatica del cammino, ma che piuttosto, spinge a muoversi senza smarrirsi.

La sapienza è dono dell’alto ma anche responsabilità. Come dice l’arcivescovo nella chiusura dell’introduzione: Il Signore spesso ha creato la sapienza , l’ha vista e l’ha misurata, l’ha effusa in tutte le sue opere, a ogni mortale l’ha donata con generosità, l’ha elargita a quelli che lo amano (Sir. 1,10)

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